Dai nuovi scenari aperti dall’intelligenza artificiale alla formazione, fino alle frontiere della ricerca sulle tecnologie quantistiche, sulla crittografia fisica e sulla sicurezza nel settore automotive: il Cybersecurity Day, che si è svolto il 9 ottobre a Pisa nell’ambito di Internet Festival 2026, ha offerto un’occasione di confronto sulle sfide che stanno ridisegnando il panorama della sicurezza digitale.
Promosso dall’Istituto di informatica e telematica del Cnr (Cnr-Iit) insieme a Registro .it, Fondazione SERICS e Unione Industriale Pisana, l’evento ha riunito rappresentanti della ricerca, dell’università, delle istituzioni e delle imprese per riflettere sull’evoluzione della sicurezza digitale e sulle strategie necessarie per affrontarla.
In apertura, Andrea Passarella, direttore del Cnr-Iit e responsabile del Registro .it, ha ricordato come la cybersecurity rappresenti da sempre una delle aree fondamentali di ricerca dell’Istituto. Alla sicurezza dei dati e delle comunicazioni si affiancano oggi l’intelligenza artificiale, la scienza dei dati, le reti del futuro e le tecnologie quantistiche: ambiti sempre più interconnessi e strategici per la capacità di innovazione dell’Italia e dell’Europa. Il Cnr-Iit, come ha sottolineato Passarella, affianca alla ricerca anche la gestione del Registro .it, un’infrastruttura essenziale per la transizione digitale del Paese. La presenza del Registro all’interno di un istituto di ricerca consente di trasferire i risultati delle attività scientifiche in soluzioni operative, rafforzando la sicurezza e la resilienza non soltanto dell’infrastruttura tecnologica, ma dell’intero ecosistema del .it, che comprende circa 900 Registrar e gli altri soggetti coinvolti nella filiera della registrazione.
Nuove tecnologie, nuovi rischi
Il confronto ha evidenziato come la cybersecurity non possa più limitarsi alla protezione di reti, dispositivi e dati. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, e in particolare dei sistemi capaci di svolgere attività in autonomia, rende necessario proteggere anche i processi decisionali e mantenere un controllo umano effettivo sulle tecnologie.
L’intelligenza artificiale offre nuovi strumenti per individuare anomalie, frodi e vulnerabilità, ma può anche rendere più semplici ed economici gli attacchi mirati. Tra gli esempi affrontati durante la giornata, la contraffazione di volti e voci nelle comunicazioni audiovisive, il phishing personalizzato e la capacità dei modelli generativi di individuare e sfruttare vulnerabilità nel software.
Anche l’avvento del computer quantistico apre nuovi scenari. Da una parte, può mettere in discussione gli attuali sistemi crittografici, mentre dall’altra, le comunicazioni quantistiche e le nuove soluzioni di autenticazione offrono strumenti capaci di innalzare il livello di protezione delle informazioni.
Un ulteriore ambito di riflessione ha riguardato i veicoli connessi, sempre più simili a sistemi informatici in continua evoluzione. La loro sicurezza deve essere garantita lungo tutto il ciclo di vita, dalla progettazione agli aggiornamenti software fino alla dismissione, tenendo conto anche della gestione degli accessi e dei dati personali.
Oltre le regole: consapevolezza e responsabilità condivisa
Tra i diversi interventi è emersa con forza una parola chiave: consapevolezza. In uno scenario nel quale le tecnologie trasformano rapidamente sia gli strumenti di difesa sia le modalità di attacco, comprendere i cambiamenti, valutarne le conseguenze e riconoscere i nuovi rischi diventa una componente essenziale della sicurezza digitale.
Le norme sono indispensabili per definire responsabilità e livelli di protezione, ma devono tradursi in misure concrete, sostenute da competenze, capacità operative e aggiornamento continuo. Una necessità resa ancora più urgente dall’intelligenza artificiale, che accelera sia lo sviluppo degli strumenti di difesa sia l’evoluzione delle minacce. La cybersecurity richiede quindi una collaborazione stabile tra istituzioni, ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni, ma coinvolge anche le persone, chiamate ad adottare scelte e comportamenti consapevoli nell’utilizzo delle tecnologie.
In questa prospettiva, la formazione assume un ruolo centrale: non soltanto per preparare le figure specialistiche richieste dal settore, ma anche per diffondere competenze di base e una più solida cultura della sicurezza digitale.
Formare le competenze per la cybersecurity
Proprio per rafforzare competenze e consapevolezza, la formazione è stata al centro della sessione pomeridiana del Cybersecurity Day, dove sono stati presentati alcuni dei percorsi sviluppati in Italia, dai corsi di laurea e di dottorato alle iniziative rivolte alle giovani generazioni, come CyberChallenge.IT e le Olimpiadi italiane di cybersicurezza.
Le esperienze illustrate hanno mostrato l’importanza di una formazione interdisciplinare, capace di affiancare alle competenze tecniche quelle giuridiche, organizzative e sociali. Anche il gioco, le simulazioni e le sfide pratiche possono diventare strumenti efficaci per imparare a riconoscere le vulnerabilità, analizzare i problemi e collaborare alla loro soluzione.
“Train the Trainer”: formare docenti alla cybersecurity
La giornata si è conclusa con la presentazione di “Train the Trainer” e con la firma del protocollo di collaborazione da parte di Andrea Passarella, Alessandra Nardini, assessora della Regione Toscana con delega a educazione, istruzione e Internet Festival, e Luciano Tagliaferri, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana.
Il progetto, realizzato dalla Ludoteca del Registro .it in collaborazione con il Cybersecurity National Lab del CINI, formerà le docenti e i docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado sui temi della cybersecurity e della cittadinanza digitale, affinché possano trasferire nelle classi conoscenze, strumenti e metodologie adeguati alle diverse fasce d’età.
Come ha spiegato Passarella, l’iniziativa sviluppa l’esperienza maturata dalla Ludoteca del Registro .it nelle attività rivolte alle giovani generazioni, puntando sulla formazione degli insegnanti per raggiungere in modo più capillare studentesse e studenti. La Toscana sarà il primo ambito di sperimentazione di un modello pensato per essere valutato e successivamente replicato anche in altri contesti.
La collaborazione tra le tre istituzioni riflette una visione condivisa del ruolo della scuola nell’educazione digitale. Alessandra Nardini ha evidenziato la scelta di accompagnare le giovani generazioni nell’uso delle nuove tecnologie, anziché affidarsi esclusivamente ai divieti, e il valore della formazione degli insegnanti come moltiplicatore delle competenze.
Luciano Tagliaferri ha richiamato, invece, la necessità che le scuole siano luoghi nei quali apprendere la cittadinanza digitale e costruire ambienti sicuri, anche dal punto di vista informatico.
Con “Train the Trainer”, l’esperienza maturata dalla Ludoteca del Registro .it attraverso laboratori, giochi e attività dedicate alla cybersecurity si estende alla formazione delle docenti e dei docenti, rafforzando un percorso che da anni promuove un uso più sicuro e consapevole della Rete tra le giovani generazioni.