Il 21 gennaio, si è svolta la terza diretta LinkedIn del Registro .it, dedicata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata ai siti web di piccole e medie imprese e liberi professionisti, con un approfondimento sui temi della produttività, del marketing digitale e della visibilità online in un contesto in rapida evoluzione. L’incontro, dal titolo “AI per i siti delle PMI: come migliorare produttività e marketing con strumenti smart”, ha visto il confronto tra Massimo Fellini, giornalista e moderatore della diretta, e Raffaele Gaito, formatore e divulgatore esperto di tecnologie digitali.
Sin da subito, è emerso il quadro attuale dell’adozione dell’AI nelle imprese: a una diffusa consapevolezza del suo potenziale non corrisponde ancora un’ampia implementazione di progetti strutturati. Come precisato da Massimo Fellini, “solo il 30% delle piccole e medie imprese italiane sta implementando progetti strutturati di intelligenza artificiale”, nonostante la maggioranza degli imprenditori ne riconosca il valore in termini di produttività e di focalizzazione su attività strategiche ad alto valore aggiunto, come lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
In questo scenario, il sito web continua a rivestire un ruolo centrale, ma profondamente evoluto. Con l’affermarsi delle ricerche conversazionali e degli strumenti di AI generativa, il sito non è più solo una destinazione raggiunta dai motori di ricerca, ma è una fonte autorevole e strutturata di informazioni, in grado di alimentare e qualificare le risposte fornite dai nuovi sistemi di ricerca e di assistenza digitale. Proprio dal dialogo con Raffaele Gaito, è emersa la necessità di un cambio di paradigma nell’ottimizzazione dei contenuti: non più un approccio focalizzato esclusivamente sulle parole chiave, ma una progettazione orientata alle domande e ai bisogni reali delle persone. Per essere davvero rilevanti, i siti web devono offrire contenuti strutturati, chiari e utili, capaci di rispondere in modo puntuale ai dubbi, alle esigenze e alle obiezioni degli utenti. Per rispondere a queste nuove esigenze, l’AI può supportare le imprese nell’analisi del proprio pubblico e nella costruzione di contenuti più efficaci, purché rimanga uno strumento di supporto e non di sostituzione del pensiero umano.
Nel corso della diretta, è stato posto l’accento sui contenuti generati dall’AI e sul rischio di una proliferazione di testi standardizzati e poco distintivi. Il problema dei cosiddetti “contenuti fotocopia” non risiede nella tecnologia in sé, ma nell’assenza di un reale contributo umano: il valore dei contenuti sta nell’esperienza, nei casi concreti, nei dati proprietari e nei punti di vista maturati nel tempo, elementi che consentono di costruire autorevolezza e fiducia. In questa prospettiva, l’AI agisce come un copilota, che accelera i processi e supporta la produzione, ma sempre sotto la guida delle persone. L’unicità, come è stato evidenziato da Gaito, non dipende dal tema, ma nel modo in cui lo si racconta: “non dobbiamo essere ossessionati sull’essere gli unici a parlare di qualcosa, ma parlare di qualcosa in modo unico”.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della produttività. Gaito ha descritto l’AI come un vero e proprio moltiplicatore di tempo, capace di liberare risorse da attività ripetitive e a basso valore aggiunto, come la stesura di prime bozze, le traduzioni, l’analisi di grandi volumi di dati o la gestione di risposte ricorrenti. Al contrario, rimangono prerogativa dell’essere umano le attività strategiche, decisionali e relazionali, che richiedono spirito critico, sensibilità e comprensione del contesto. È proprio in questo equilibrio tra automazione e intervento umano che si trova la chiave per un utilizzo efficace e sostenibile dell’intelligenza artificiale. Lo stesso Gaito ha sintetizzato questa visione con una metafora: “l’AI è un trampolino che ti aiuta a saltare più in alto, ma il salto lo devi fare tu”.
Altro tema al centro del dibattito è stato quello della visibilità online nell’epoca delle ricerche a “zero click”, insieme all’impatto crescente degli strumenti di AI generativa sul traffico verso i siti web. È stato sottolineato come il sito debba essere inserito all’interno di un ecosistema più ampio di canali e formati, che comprenda contenuti video, social media, newsletter, webinar e materiali scaricabili. In quest’ottica, il sito diventa il punto di convergenza e di approfondimento, il luogo in cui si consolida la relazione con l’utente e si realizza la conversione, qualunque essa sia (ad esempio contattare l’azienda, iscriversi a una newsletter o acquistare un prodotto).
Infine, ultimo punto discusso nella puntata è stato l’adozione degli strumenti di AI, con la necessità di un approccio metodico e consapevole. In un contesto caratterizzato da una rapida proliferazione di soluzioni e piattaforme, è emersa l’importanza di evitare un uso indiscriminato dei tool, privilegiando - invece - la definizione di casi d’uso concreti e di benchmark interni. La scelta degli strumenti deve essere guidata dalla capacità di rispondere a esigenze reali e di generare un impatto misurabile sui processi e sui risultati dell’organizzazione. Come ha puntualizzato Gaito, “non è necessario avere 100 abbonamenti, ma strumenti che risolvono problemi”, testati su casi reali per valutarne l’efficacia.
Inoltre, la scelta tra piattaforme diverse dipende dalle esigenze specifiche: l’ecosistema Google può orientare verso Gemini, chi lavora molto con codice può preferire Claude o strumenti orientati allo sviluppo, mentre per chi è alle prime esperienze, ChatGPT rappresenta un punto di partenza completo e versatile.
In conclusione, la diretta ha messo in evidenza che l’AI non è una scorciatoia, ma un’opportunità strategica per ripensare il ruolo del sito web e dei contenuti digitali di PMI e professionisti. Non si tratta di delegare alle macchine la creazione di valore, ma di usare strumenti smart per potenziare le competenze umane, aumentare l’efficienza dei processi e rafforzare la relazione con il pubblico. In un contesto digitale sempre più guidato da sistemi conversazionali e risposte immediate, gli imprenditori e i professionisti che sapranno integrare l’AI in modo consapevole, mantenendo centralità, visione e autenticità, saranno quelli più capaci di distinguersi, crescere e costruire fiducia nel tempo.